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Famiglia Sempre - Mediazione Familiare

PENSIERI

Gessica: Da chi nasce FamigliaSempre Africa e perché

L'Africa mi ha preso il cuore, mi ha cambiata e sono cambiati i miei punti di vista.
Da quando sono tornata da questo meraviglioso Paese, ...

L'Africa mi ha preso il cuore, mi ha cambiata e sono cambiati i miei punti di vista. Da quando sono tornata da questo meraviglioso Paese, non sono più la stessa. Il mio cuore oramai appartiene a quel paese e ai suoi bambini. È per questo che vorrei che il mio progetto diventasse anche quello di chi si avvicina a FamigliaSempre e vorrei riuscire a trasmettere a chi mi legge le emozioni che mi hanno portata poi a scegliere di fare "qualcosa", qualcosa di utile e bello che ho scoperto successivamente esserlo prima di tutto per me. Non sto parlando di umanità....quella non c'entra. Se riesco invece a rendere felice qualcuno o anche solo a migliorare la sua situazione....sono felice anche io. Vorrei che la mia felicità diventasse anche la Vostra.


Questa è la mia storia:


A dicembre 2013, dopo un periodo difficile della mia vita, parto per una vacanza...la solita di capodanno. Una destinazione a caso, il Kenia. Mi raccontano...bel mare, spiagge stupende, gente piacevole. Niente di più. Parto. Sola.


Arrivo a Mombasa il 27 dicembre alle 6 del mattino dopo 8 ore di volo. All'aeroporto trovo il pullman del tour operator scelto e con i miei compagni di viaggio saliamo per essere portati al villaggio a Watamu. Due ore e mezza di viaggio lungo l'unica strada che collega Mombasa alla costa e lungo la quale c'è la vera vita africana. Gli altri viaggiatori dormono ma io no...non ci riesco e inizio a guardare fuori dal finestrino e.... vengo catturata da ciò che vedo....case di fango lungo la strada, baracche che si scorgono dentro la vegetazione, negozi improvvisati con insegne fatiscenti, bambini ovunque e di tutte le età, donne con il loro bambino accolto in un marsupio organizzato con un pareo, bambine, già da piccole, con il contenitore per l'acqua in testa che camminano lungo la strada a testa alta e con un portamento da principesse...il tutto all'interno della loro realtà di vita, fatta di una grande povertà e semplicità, priva di tutto ciò che per noi è diventato essenziale, ma vissuta con grande dignità e sempre con il sorriso sulle labbra. A chi mi rivolge la parola, non riesco a rispondere; sono catturata e attratta da ciò che vedo e inizio a "sentire" dentro emozioni e sensazioni forse mai provate davvero. Mi batte il cuore, sono emozionata, ho lo stomaco chiuso ma felice di essere arrivata in quel luogo bellissimo quasi per caso e che solo dopo poche ore mi era già entrato nel cuore anche se ancora non me ne rendevo conto.


Arriviamo al villaggio e facciamo il check in. Inizia la vacanza.


Il giorno dopo parto per un safari di due giorni. Il safari è bellissimo....emozionante vedere tutti gli animali della savana....ma quello che mi è capitato lungo il tragitto di ritorno mi ha colpito e segnato talmente tanto da farmi rendere maggiormente conto di quanto iniziava a significare per me quel paese e quella gente e in particolar modo quei bambini. Dal momento in cui partiamo per tornare indietro, dall'interno del parco Tsavo Est fino al nostro villaggio sono più di 6 ore di gip e siamo in 7. Viaggiamo lungo la strada che costeggia la savana e che lentamente ci avvicina ai centri più abitati. Una strada fatta di terra rossa polverosa e secca. A gruppi, di diverse entità ed età , bambini e bambine, alcune che sembrano già adulte ma che in realtà sono ancora adolescenti e già incinte o con un bimbo nel marsupio, corrono dietro alla nostra autovettura chiedendoci ogni genere di cose....biscotti, caramelle, acqua. Ci consigliano di non scendere ma di allungare quanto richiesto dal finestrino. Obbediamo. I bambini, grandi e piccoli, assalgono letteralmente la nostra gip, le loro manine che violentemente entravano dai finestrini per accaparrarsi qualcosa, le loro unghie che graffiavano le mie braccia in cerca di qualsiasi cosa. Inizio a distribuire quello che ho, insieme ai miei compagni, ma mi sento male, ho lo stomaco stretto. Una scena che non voglio vivere mai più. Sento che "distribuire" il cibo in quel modo è un'offesa alla dignità di quelle persone e in quel momento capisco che io DEVO fare qualcosa di diverso per migliorare queste situazioni e la loro condizione.


Proseguiamo e per tutto il viaggio di ritorno rimango ammutolita con un forte senso di disagio addosso e una forte emozione che sembra non abbandonarmi. I bambini iniziano a cambiare la mia vita e hanno già conquistato il mio cuore.


Di certo non risolverò definitivamente il loro problema, ma il mio contributo potrà aggiungersi a quello di altri che come me hanno scelto di fare "qualcosa". Se iniziamo a lavorare tutti insieme, sarà il nostro "tutti insieme" a fare la differenza.


Arriviamo al villaggio e la mia vacanza continua ma io oramai sono cambiata, non sono più la stessa. L'Africa mi ha cambiata. Un paese poverissimo ma ricco di tante cose speciali e capace di regalare emozioni uniche; solo chi ha la fortuna di viverle direttamente, come è successo a me, può capire cosa significa davvero quando cambiano le prospettive della propria vita.


Un'altra esperienza che ha confermato oramai quello che dentro di me sapevo già, è stata la visita ad un orfanotrofio della zona: tanti bambini erano intorno a me, senza famiglia nè punti di riferimento... bambini che, ancora una volta, mi emozionano e che mi tolgono la parola. Nel viaggio di ritorno al villaggio, nuovamente non parlo e mi ci vuole un po' per riprendermi. L'emozione è talmente forte e incontrollabile che mi ritrovo con le lacrime agli occhi dalla commozione. Io non ho figli, non sono mai arrivati nella mia vita, forse il mio più grande rammarico, ma penso che quelli potrebbero essere davvero miei e potrei offrire loro quello che non hanno avuto...l'affetto di una mamma che li ami incondizionatamente. Non posso essere però la loro mamma ma posso amarli come una mamma e cercare di aiutarli per migliorare le loro condizioni e la loro qualità della vita.


Spero, con questa breve storia che riassume in pochissime parole, dietro alle quali c'è ancora moltissimo da raccontare, la mia esperienza e tutto quello che ha motivato la mia decisione di costituire FamigliaSempre Africa, coinvolgendo tre care amiche con le quali ho condiviso tutto questo e che hanno creduto come me in questa avventura, di avervi trasmesso le mie emozioni e spero che il mio progetto e il mio sogno siano diventati un po' anche il Vostro.


Gessica Vianello Bote
Presidente di FamigliaSempre Onlus

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